Se mi vuoi bene, dimmi di no.

Facendo l’educatrice e l’esperta nelle scuole ho la possibilità, ormai da 10 anni, di conoscere un bacino di bambini, ragazzi, maestre/i e famiglie molto ampio. Ogni anno scolastico conosco e lavoro con circa 12 classi diverse e, in media, ogni classe conta 25 allievi. D’estate poi lavoro come educatrice in centri estivi e conosco altre centinaia di bambini e ragazzi. Perciò ho avuto e ho la grande fortuna di fare molta “palestra” e posso dire di essere allenata a riconoscere diversi campanelli di allarme nella sfera pedagogica ed educativa.

Quest’anno mi sono trovata a iniziare un percorso teatrale con una quarta elementare davvero difficile (a proposito di campanelli d’ allarme, quando sono entrata in quella classe ho sentito il campanile del duomo): da subito ho notato che qualcosa non andava. Ho cercato di impormi immediatamente come una figura autorevole: volevo far capire che io sapevo quale fosse il loro bene e che loro, in questo momento della loro vita, non avevano possibilità di scelta. Con queste classi è sempre difficile usare un metodo così duro, ma con l’aiuto e il supporto delle insegnanti, alla fine dell’anno si riescono a portare a casa dei buoni risultati. Ringrazio anche il Cielo di avere colleghe che anche da lontano sono sempre disponibili a consigli. Purtroppo, iniziando la quarantena, tutti i progetti non didattici, i progetti teatrali sono tra quelli, sono stati sospesi: la scuola aveva altre priorità, giustamente.

Ho avuto però modo di pensare ai “miei” bambini, a quella classe in particolare, e mi è tornato in mente un libro letto all’università: “Se mi vuoi bene, dimmi di no” di Giuliana Ukmar.

È un libro diviso in tre parti: nella prima e nella terza parte vengono riportati dei casi specifici che fungono da esempio, la seconda parte invece è dedicata alla spiegazione semplice e chiara del problema che accomuna i casi descritti e del metodo che viene proposto. La teoria alla base del libro è che i bambini o ragazzi hanno bisogno di regole, di genitori e figure di riferimento “potenti” che sappiano dire “NO”, che diano una base sicura, che traccino, almeno in principio, una strada che li aiuti poi nella loro vita.

Mi servo di una metafora descritta dall’autrice per far capire esattamente il tema del libro:

“Immaginatevi di svegliarvi improvvisamente, una notte, e di trovarvi in piedi al centro di una stanza completamente buia. Avete gli occhi sbarrati, ma non riuscite a cogliere il benché minimo spiraglio di luce. Cosa fate?

Ormai ho fatto questa domanda a moltissime persone e le risposte sono più  meno analoghe “Cercherei una porta” “Cercherei una finestra” “L’interruttore della luce!”.

Tutti quindi, ovviamente, a passi incerti o le mani protese davanti a noi ci metteremmo alla ricerca di un muro, sul quale tutte queste cose sono abitualmente collocate. E se non le trovassimo? Se le nostre mani continuassero a restar protese nel buio ed i nostri piedi ad avanzare senza  che nessun ostacolo ci desse modo di stimolare il nostro senso d’orientamento e di sedare l’ansia, che ormai comincerebbe a far tremare le ginocchia ed a rendere difficoltosa la respirazione? […] Se siete riusciti ad entrare emotivamente in questo stato d’animo, potete capire perfettamente la situazione psicologica di un bambino che venga allevato senza regole, ossia senza scontrarsi con dei muri che gli permettano di costruirsi un adeguato senso dell’orientamento per muoversi nella vita” (G. Ukmar, Se mi vuoi bene, dimmi di no, Potere positivo per aiutare i figli a crescere, FrancoAngeli/LE COMETE, 2003, pp 66-67).

Spero di aver stimolato la vostra curiosità perché credo che questo libro sia un utile spunto di riflessione per genitori, educatori, maestri e tutti coloro che hanno a che fare e lavorano con dei bambini o ragazzi più o meno grandi. Ve ne consiglio la lettura, tra l’altro non troppo lunga, perché ne vale davvero la pena.

6 pensieri su “Se mi vuoi bene, dimmi di no.”

  1. Dire NO, un NO ragionato naturalmente, è più difficile per chi lo dice che per chi lo riceve, soprattutto se il NO viene detto a persone amate, siano esse bambini o adulti

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