Affinità di coppia

Vuoi mettere alla prova la tua relazione? Vuoi sapere se funzionerà o se ci sono delle buone basi? Vuoi conoscere lati di te e del tuo partner che non pensavi esistessero?

Altro che test psicologici basati su domande a crocette, altro che corsi per i fidanzati, altro che che workshop di comunicazione efficace in coppia!

La soluzione è semplice: montare un mobile Ikea insieme. 

Attenzione! Deve essere un mobile un po’ complesso, non deve essere facile se no, chiaramente, la prova risulterebbe falsata. C’è da dire che una gran parte di coppie fa da subito quest’esperienza  ed è una fortuna, perché di certe cose è meglio venire a conoscenza subito. Non è meglio sapere prima di decidere se passare il resto della vita (o anche solo una parte) insieme a una persona che la suddetta è una maniaca del controllo o delle istruzioni? Non è meglio sapere prima che la persona con cui ti stai impegnando non sa cosa significhi sudare e faticare per raggiungere un risultato? Non è forse meglio sapere prima che la persona con cui stai mettendo sù casa non sa lavorare in squadra? La relazione di coppia non è forse un lavoro di squadra?

Mi ricordo ancora di quando noi, coppia felice e ingenua, agli albori della nostra storia ci recammo all’Ikea. Abbiamo deciso, per risparmiare, di pensare a tutto noi: sia al trasporto sia al montaggio. Arrivati a casa quindi ci siamo portati per 4 piani senza ascensore i vari scatoloni del nostro armadio guardaroba per la camera da letto, il tutto ovviamente per un numero di scatoloni infinito, risultato: millemila viaggi dalla macchina all’appartamento e viceversa. Ad anni di distanza mi ricordo quanto abbiamo faticato a  lavorare insieme, a dividerci i compiti e a non prevalere uno sull’altra. Quanto ho faticato a non lasciarmi andare troppo al mio voler sempre avere ragione, mi chiedo come abbia fatto Marco a non mandarmi a quel paese e a sopportarmi.  Mi ricordo la frustrazione quando non capivamo come cavolo andavano montati i cassetti, la rabbia nello scoprire ad anta quasi interamente assemblata di aver montato al contrario una parte fondamentale e quindi dover smontare e ricominciare da capo. 

Ho l’immagine scolpita nella mia mente di Marco, che per fissare l’anta scorrevole al mobile, maledicendo le istruzioni che chiaramente dicevano di non montare l’anta entrando nell’armadio, sbraitando entrava nel mobile e cercava di chiudersi dentro, tentando di attaccare la benedetta anta, io intanto sventolavo le istruzioni in alto gridando che non doveva entrare nel mobile, che sicuramente non sarebbe riuscito e si sarebbe fatto male e che dovevamo seguire le istruzioni se volevamo avere un guardaroba che stesse in piedi. Insomma praticamente stavo facendo il contrario di quello che bisognerebbe fare davanti a una persona arrabbiata e in difficoltà. C’è da dire che alla fine aveva ragione lui, o meglio, entrando nel mobile è riuscito ad attaccare l’anta.

Alla fine però ci siamo riusciti e quel mobile fa ancora parte della nostra camera ed è anche sopravvissuto a un trasloco. 

Quindi il mio consiglio è questo: tenete come preziosi tesori le scoperte che avete fatto su di voi e sul vostro partner quando sarete lì seduti vicini ad ammirare il vostro armadio montato. Magari un giorno ci riderete sù, magari un giorno, quando dovrete ricomprare un mobile Ikea, deciderete da subito di farvelo portare e montare a casa da esperti (come abbiamo fatto noi). Ma quello che avrete imparato in quei momenti vi ritornerà in mente anche in altre occasioni e non commetterete gli stessi errori, ma sicuramente ne farete altri… eccerto… se no dove starebbe il divertimento?

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